Da gennaio 2025 il Superbonus è effettivamente concluso per gli interventi privati. Resta in vigore la detrazione IRPEF del 50% sulla ristrutturazione edilizia, dentro la quale rientra anche il fotovoltaico residenziale.
Ma c'è un punto che molti installatori non spiegano bene al cliente: il 50% non è uno sconto, è un credito recuperabile in 10 anni. E ci sono massimali, requisiti tecnici, modalità di pagamento da rispettare per non perderlo.
Vediamo cosa rientra, cosa è cambiato e come calcolare il vantaggio fiscale vero.
Cos'è la detrazione 50% per fotovoltaico nel 2026
La detrazione fiscale del 50% per il fotovoltaico è inquadrata dentro il "Bonus Ristrutturazioni" (art. 16-bis del TUIR). Funziona così:
- Spendi 100 per installare un impianto
- 50 lo recuperi sulla tua IRPEF
- Te lo restituiscono in 10 rate annuali uguali
- Sono 5 all'anno per 10 anni
Importante: è un recupero, non uno sconto immediato. Per beneficiarne devi avere abbastanza IRPEF da scaricare. Se la tua IRPEF annua è 3.000 euro e la rata da detrarre è 5.000, la differenza si perde: non te la rimborsano e non slitta all'anno dopo.
La detrazione non è denaro restituito. È IRPEF non pagata.
— Senza IRPEF, niente detrazione
Cosa rientra nella detrazione
Rientrano nel 50% tutte le voci che concorrono alla realizzazione dell'impianto fotovoltaico per la tua casa:
- Pannelli fotovoltaici
- Inverter
- Strutture di supporto
- Cablaggi e quadri elettrici
- Sistema di accumulo (batterie)
- Manodopera di installazione
- Progettazione tecnica
- Pratiche GSE, pratiche Enel, oneri amministrativi
Anche il colonnina di ricarica per auto elettrica, se installata contestualmente, rientra nella stessa detrazione (con un tetto a parte di 2.000 euro).
Massimali e tetti di spesa
Il massimale di spesa detraibile è 96.000 euro per unità immobiliare. Significa che puoi detrarre il 50% fino a un investimento di 96.000 euro, quindi al massimo 48.000 euro di detrazione totale in 10 anni (4.800 euro all'anno).
Per il residenziale standard è un tetto altissimo: la quasi totalità degli impianti domestici (anche da 10 kWp con accumulo) sta abbondantemente sotto.
| Spesa impianto | Detrazione totale | Rata annua (10y) |
|---|---|---|
| € 12.000 | € 6.000 | € 600/anno |
| € 18.000 | € 9.000 | € 900/anno |
| € 25.000 | € 12.500 | € 1.250/anno |
| € 40.000 | € 20.000 | € 2.000/anno |
Come pagare per non perdere la detrazione
Qui sta l'errore più frequente. Per ottenere la detrazione devi pagare con il cosiddetto bonifico parlante, che riporta:
- Causale specifica con riferimento all'articolo 16-bis TUIR
- Codice fiscale del beneficiario della detrazione
- Partita IVA del soggetto che riceve il pagamento (l'azienda installatrice)
Se paghi in contanti, con bonifico ordinario, con carta di credito o assegno: la detrazione la perdi. Tutta. Anche solo per una rata pagata male.
Soluzione pratica: ogni banca ha il modulo "Bonifico per detrazioni fiscali" già preimpostato. È quello da usare. Se non sei sicuro, fatti dare l'IBAN dall'installatore e chiedi alla banca di compilare il bonifico parlante.
IVA agevolata al 10%
Oltre alla detrazione del 50% sull'IRPEF, l'impianto fotovoltaico residenziale beneficia anche dell'IVA agevolata al 10% invece che al 22%.
È un vantaggio aggiuntivo, automatico, applicato in fattura dall'installatore. Non devi fare niente, basta accertarsi che la fattura riporti IVA 10% e non 22%.
Esempio reale: impianto da 6 kWp + accumulo, prezzo netto 18.000 euro.
Con IVA 10%: € 19.800, di cui detraibile il 50% = € 9.900 recuperabile in 10 anni.
Costo effettivo dopo detrazione: € 9.900.
Cosa NON è più detraibile
Dopo la fine del Superbonus, alcune voci sono uscite dal perimetro agevolato. Attenzione a chi ancora le promette:
- Cessione del credito al fornitore (sospesa dal 2023)
- Sconto in fattura immediato 50% (con eccezioni limitate)
- Bonus al 110% per fotovoltaico (concluso)
- Detraibilità per seconde case in determinati casi
Chi ti propone ancora oggi "sconto in fattura immediato del 50%" sta facendo o un'operazione di finanziamento mascherata, o una promessa che potrebbe non essere onorata. Verifica sempre.
Errori più comuni
In 10 anni di lavoro, gli errori che vediamo ripetersi sono sempre questi:
- Bonifico non parlante — paghi correttamente ma con il bonifico ordinario. La detrazione su quella rata si perde.
- Intestazione fattura sbagliata — la fattura deve essere intestata a chi detrarrà. Se la casa è cointestata, attenzione alle proporzioni.
- Mancata conservazione documentazione — fattura, bonifici, asseverazione tecnica vanno conservati 10 anni.
- IRPEF insufficiente — pensionati al minimo o redditi bassi rischiano di non poter usare tutta la detrazione. In quel caso, intestare a coniuge/figlio con IRPEF maggiore.
Vale ancora la pena nel 2026?
La domanda che ci fanno tutti: "Senza il superbonus, conviene ancora?"
Risposta breve: sì, ma per ragioni diverse da prima.
Prima il superbonus rendeva conveniente qualsiasi impianto. Anche dimensionato male, anche con scelte tecniche discutibili: tanto pagava lo Stato.
Oggi il 50% di detrazione + autoconsumo ben dimensionato + IVA 10% portano comunque un payback tra 4 e 7 anni. Su una vita utile dell'impianto di 25 anni, sono 18-21 anni di risparmio puro.
Quello che è cambiato è che oggi conta davvero come è dimensionato l'impianto. Non c'è più lo "sconto Stato" a coprire gli errori.
Prima il superbonus copriva gli errori. Oggi li paghi.
— Per questo conta il metodo di analisi